Tenuta San Francesco

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A Tramonti, nel cuore della Costa D’Amalfi, da vecchie vigne storiche prefillossera ,Tenuta San Francesco produce vini veri, unici ed autentici. Tramonti è una magica verde e fertile valle, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, ricca di terrazzamenti strappati alla montagna, coltivati a vite, limoni e ulivi. L’ Eroica viticultura di Tramonti, regala vini di grande personalità, provenienti da viti ultracentenarie prefillossera. Numerosi sono i vitigni autoctoni di Tintore, Piedirosso, Pepella, Falanghina e Ginestra che imprigionano nei loro grappoli la storia, i profumi e i sapori di questa antica terra. Otto dei quattordici ettari della Tenuta, sono rappresentati da vigneti secolari prefillossera delle cultivar di tintore, aglianico e piedirosso per la produzione del Tramonti rosso riserva 4 Spine e del Tintore prefillossera E’ ISS. Quattro ettari e mezzo, compreso il Cru della Vigna dei Preti sono coltivati a falanghina, biancolella, biancazita, biancatenera, pepella e ginestra per la produzione del Tramonti bianco e del Tramonti bianco riserva PerEva. Altri due ettari sono stati reimpiantati di recente per la rinascita di uno storico vigneto a 600 metri sul livello del mare a Chiunzi, e per la rinascita delle storica e magica Vigna del Campo attigua all’antico Conservatorio di Santa Teresa a Pucara, in un podere abbandonato da oltre un ventennio, invaso da rovi, arbusti e rifiuti, e che rappresenta la vigna più vasta della Costiera. Tutti i vigneti, ad alta densità d’impianto, sono situati tra i 200 e i 600 metri sul livello del mare, su terreni terrazzati in forte pendenza. Il sistema di allevamento è a tendone nelle vecchie vigne e a guyot nelle altre. La produzione si aggira dai 70 ai 90 quintali per ettaro. Particolare attenzione si presta alla conservazione e tutela dell’ambiente, aderendo ai piani Regionali per la riduzione dei fitofarmaci; e si utilizzano tecniche antiche e naturali. La nostra è una viticoltura biologica non certificata. Questa filosofia “green” e la salvaguardia e rivalorizzazione dei vitigni autoctoni, come il Tintore, ha fatto sì che, per cinque anni, l’azienda è stata insignita della chiocciola “Slow Wine” di Slow Food, esempio etico nel recupero e nell’ulteriore valorizzazione del territorio.